La prima immagine che mi viene in mente ripensando al mese appena trascorso nasce da un tentativo di rimediare ad una figuraccia fatta dal benzinaio durante un sabato pomeriggio, quando mi stavo preparando per andare a cena con un’amica. All’automatico, dopo aver inserito 20 € nella colonnina, mi sono accorto che il ragazzo che era arrivato poco prima di me – un extracomunitario di quelli che nemmeno capiscono l’italiano – non aveva selezionato la pompa. Come facevo a spiegargli che i suoi 10 € si erano cumulati ai miei 20 €? La soluzione più logica sarebbe stata un rimborso della somma, ma come facevo a rimborsargliela quando con me avevo solo altre due banconote da 50 €? Preso un po’ dal panico, ho deciso di fingere che non fosse successo nulla di strano, ho fatto rifornimento e me ne sono andato sentendomi uno schifo. Per tutta la serata ho ripensato all’accaduto e sin subito ho deciso che quei 10 € li avrei donati in beneficenza. Perchè in fin dei conti quei soldi non erano miei…

La seconda immagine parla di musica. Io e la musica… strano, vero? L’ho scattata una mattina mentre ero in macchina in attesa di cominciare la giornata lavorativa. La musica per me è tutto, vivo ascoltando qualsiasi cosa si possa ascoltare. Questa canzone però, rispetto a tutte le altre, ha un significato particolare per me, per la mia vita recente e chissà per quanti altri giorni ancora. Ogni volta che la sento è come se le vecchie ferite si riaprissero, è come se qualcuno girasse il coltello in una piaga che non ne vuole sapere di chiudersi. Quanto vorrei tornare ai giorni in cui Many of Horror era solo un capolavoro e non una parte di me…
Questo coso l’ho ritrovato una domenica mattina nel giardino di casa mia. Non sapeva volare ed era impaurito (anche se dalla foto sembrava tranquillissimo). Chi mi conosce sa della mia fobia verso i pennuti, per cui vi lascio immaginare chi tra me e lui poteva essere più terrorizzato in quel momento! Parafrasando Sheldon: “Sì, è davvero dolcissimo! Ora, lentamente e con attenzione, buttalo nel water e tira l’acqua!“.
Da quando l’ho vista per la prima volta su Amazon me ne sono innamorato. Questa cover per il mio iPhone credo sia stato l’acquisto più azzeccato da quando faccio spese online. E’ geniale, originale, vintage fuori e ipertecnologica nel contenuto. Mi fa tornare ogni volta un po’ bambino.

Era un sabato sera e, come spesso mi capita ultimamente, ero in casa da solo a guardare la tv. Quasi casualmente, guardando fuori dalla finestra, mi sono accorto di questi splendori. Parlo al plurale perchè, anche se da questa foto se ne vede solamente uno, in realtà gli arcobaleni erano due. Chissà, forse un giorno arriverà anche per me un arcobaleno come questo dopo i giorni di pioggia che sto vivendo… perchè dopo la tempesta, da qualche parte, arriva sempre un arcobaleno a farci sognare.



